Nel nostro immaginario, la periferia assume spesso i contorni del degrado, dell’insicurezza, dell’abbandono. Un «non luogo», per dirla con Marc Augè, privo di una propria connotazione territoriale, sociale e identitaria. 

Il Villaggio della Barona, nella periferia Sud di Milano, è l’eccezione che conferma la regola. Ex quartiere di fabbriche e depositi industriali dismessi, l’area è stata oggetto in questi ultimi anni di un importante intervento di riqualificazione urbana e di integrazione sociale che ha restituito identità e dignità al territorio e ai suoi abitanti. Una scommessa vinta per la Fondazione Attilio e Teresa Cassoni che con il supporto di diverse realtà locali – la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso e l’associazione di volontariato «Sviluppo e Promozione» – ha realizzato, con un investimento di 30 milioni di euro, uno dei più importanti esempi di «housing sociale» della città.

Inaugurato dieci anni fa, il Villaggio della Barona comprende 80 appartamenti con affitto calmierato, 4 comunità alloggio, spazi destinati a cooperative e associazioni, e ancora attività commerciali e artigianali, luoghi per il tempo libero e la cultura. È insomma un luogo vivo, in continuo fermento creativo grazie all’impegno delle realtà locali che vi operano e grazie a un nutrito programma di incontri e manifestazioni. Uno fra tutti, il festival delle letterature e società «Scrivere sui margini», al quarto anno di vita, in programma questo fine settimana, dal pomeriggio fino a tarda sera (www.scriveresuimargini.org).

Scopo del festival è portare la cultura in periferia ponendo al centro della riflessione quanto normalmente resta ai margini, inespresso. Il fil rouge di questa edizione, diretta da Alessandro Cesqui, è l’incontro e la contaminazione fra linguaggi differenti, in cui la letteratura sconfina nel teatro, la parola nella musica, la poesia nella pittura. Dopo il pre-festival di giovedì 24 con il monologo tratto dal libro dell’autore milanese Fabio Clerici «Il senso del viaggio viaggiando nei sensi» (Biblioteca S. Ambrogio, ore 18.30), l’incontro fra romanzo e teatro prende forma venerdì 25 con la pièce di Paolo Briguglia «Nel mare ci sono i coccodrilli» (ore 21.30) tratta dal bestseller di Fabio Geda, che racconta l’incredibile viaggio del ragazzo afghano Enaiatollah Akbari.

Il confine tra parola, musica e scrittura è abilmente superato nel divertente spettacolo «Bugiardi e incoscienti» (sabato, 19.30) con Matteo Bianchi, autore e blogger, e la band musicale Egokid. Si parlerà invece di «Padri e figli all’ombra del mistero» nell’incontro di domenica 27, ore 17.45, con gli scrittori Alessandro Zaccuri, autore del libro «Dopo il miracolo» (Mondadori) e Marco Missiroli («Il senso dell’elefante», Guanda). Li precederà Simone Lenzi (ore 17) che in «La generazione» (Dalai) si interroga sul desiderio di avere figli e come esso si declina in modo differente al maschile e al femminile. Completano il programma la mostra d’arte dedicata ad Alda Merini, lo spettacolo di danze gipsy dei Nomad Dance Fest, laboratori e spettacoli per bambini.

Dal 25 al 27 maggio
via Ettore Ponti 21 02-87236116