I lavori si apriranno giovedì 27 settembre a partire dalle ore 9, nell’aula magna della Facoltà di Architettura e Ingegneria in via Corte d’Appello 87 a Cagliari

“Fondi immobiliari e housing sociale” è il titolo del convegno nazionale organizzato e promosso dall’assessorato dei Lavori pubblici, in collaborazione con l’Università di Cagliari. I lavori si apriranno giovedì 27 settembre a partire dalle ore 9, nell’aula magna della Facoltà di Architettura e Ingegneria in via Corte d’Appello 87, con gli interventi del presidente, Ugo Cappellacci, dell’assessore dei Lavori Pubblici, Angela Nonnis, e del direttore del Dipartimento di Architettura e Ingegneria, Antonello Sanna. L’incontro, moderato da Riccardo De Lisa della Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari, si concluderà alle ore 13. Nel corso della mattinata si susseguiranno le relazioni dei dirigenti dell’Assessorato e della Cassa Depositi e Presiti Investimenti Sgr, società di gestione del Fondo nazionale Investimenti per l’Abitare, oltre che della Fondazione Housing Sociale.

Si tratta di una giornata di approfondimento sul tema dell’housing sociale, una delle nuove frontiere delle politiche abitative della Regione Sardegna, riservata soprattutto a potenziali investitori e aspiranti concorrenti al bando pubblico europeo del 30 luglio scorso. Entro il 16 ottobre le società di gestione del risparmio potranno presentare alla Regione le offerte per la costruzione e gestione di un fondo comune di investimento immobiliare del valore minimo di 30 milioni di euro e della durata massima di 25 anni allo scopo di realizzare edilizia privata e alloggi sociali.

I programmi di housing sociale sono iniziative di finanza etica. Oltre allo Stato e alla Regione, possono partecipare al progetto altri soggetti pubblici e privati, quali Comuni, Azienda regionale per l’edilizia abitativa, cooperative, imprese di costruzione, associazioni imprenditoriali e intermediari finanziari. Il bando si inserisce in un percorso già avviato lo scorso anno con la selezione pubblica di progetti pilota a cui ha dato una immediata risposta il sistema degli enti e degli operatori locali con la presentazione di una ventina di proposte di intervento che prevedono la realizzazione di oltre 1800 alloggi a fronte di un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro.

L’utenza alla quale si rivolge il progetto è rappresentata dalle famiglie della cosiddetta “fascia grigia”, cioè troppo ricche per avere diritto alle assegnazioni di edilizia residenziale pubblica ma impossibilitate ad accedere alla casa sul mercato. L’housing sociale deve essere anche un progetto appetibile sotto il profilo economico e finanziario e sostenibile dal punto di vista ambientale. I nuovi quartieri saranno caratterizzati da un elevato livello di qualità edilizia e potranno nascere come recupero di aree dismesse o come nuove costruzioni.