La crescita con consumo di suolo è finita e bisognerà lavorare sempre di più con i tanti ‘vuoti’ che il passato ha lasciato. Dalle fabbriche dismesse alle aree ferroviarie e poi dai complessi a uffici anni ’60 non più adatti alle nuove esigenze.

Il recupero delle aree urbane entro il 2050 interesserà 920 i kmq di suolo rigenerabile, con 350 mln di mq di superficie edificabile, e produrrà 2.300 miliardi di euro di fatturato e centomila nuovi posti di lavoro. Questi i temi emersi dal Primo Rapporto nazionale sulla rigenerazione urbana pubblicato da Scenari Immobiliari, l’Istituto indipendente di studi e ricerche che analizza i mercati immobiliari, e Urban UP, il progetto dedicato alla riqualificazione immobiliare degli edifici di proprietà del Gruppo Unipol, hanno presentato, nel corso del convegno “Future Cities”.

Il futuro del mercato immobiliare è nel suo passato

“Il futuro del mercato immobiliare è nel suo passato – ha dichiarato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, in apertura del convegno. “La crescita con consumo di suolo è finita e bisognerà lavorare sempre di più con i tanti ‘vuoti’ che il passato ha lasciato. Dalle fabbriche dismesse alle aree ferroviarie e poi i complessi a uffici anni ’60 non più adatti alle nuove esigenze. Non solo le normative ma anche l’etica impongono di non consumare, se non in casi eccezionali, il terreno verde, ma di operare e trasformare per funzioni economiche o sociali le aree urbanizzate non più utilizzate o abbandonate. Un principio fondamentale che va coniugato con i costi di intervento, come ad esempio le bonifiche, e con le prospettive del mercato che hanno logiche discontinue.”

 

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Fonte: teknoring.com